(1984, Italia)

 

CONCEPT

Il lavoro mette in evidenza un parallelismo tra lo squalo e il progresso industriale che divora.

Una sensazione che il video esalta nella percezione di un ritmo feroce, difficile da arrestare. Solo l’ascolto profondo di una coscienza estesa porta al desiderio di cambiare l’approccio al consumo meccanico di energie di ogni tipo. Per questo l’artista ha posto l’accento sul senso di dramma, come fosse un campanello di allarme che sfrutta la tecnologia senza lasciarsi dominare da essa, snaturando la finalità del mezzo tecnologico che diviene pura fonte di sensibilizzazione umana e non solamente scientifica.

Lo strumento digitale diventa un propulsore emotivo che riaccende il valore dei sensi come strumento conoscitivo da riscoprire nella società moderna in cui l’approccio positivista ha dominato per più di un secolo. L’ascolto empatico dell’animale sofferente ritorna ad essere un mantra che guida verso la scelta migliore per la sua sopravvivenza, dove vibrazioni e frequenze dell’ ambiente in cui si espande non possono continuare ad essere stridenti e anguste, perché il limite di tolleranza umana non riuscirebbe a sopportarlo.

 

BIO

Scerbo (Biella, 1984) nome d’arte di Giuseppe Solinas, studia Informatica e Filosofia. Comincia la sua ricerca artistica nel 2008, motivato dalla necessità di dar forma al pensiero filosofico maturato durante gli studi universitari. Inizialmente si accosta al disegno e alla pittura, dopo inizia la sua sperimentazione con la scultura astratta, fino a dedicarsi negli ultimi anni alle installazioni video, trovando in questa forma artistica un buon punto di arrivo per la propria ricerca. Espone in una collettiva presso il Castello Estense di Ferrara, a Paratissima 9 e 13 a Torino, al Palazzo Paleologo di Trino (VC), a RossoCinabro Gallery di Roma, alla Cattedrale di Vetro di Murano (VE).