(1990, Italia)

 

CONCEPT

Come per altri dati numerici le informazioni relative all’ambiente spesso ci trovano impermeabili: vediamo pochi cambiamenti, spesso graduali e localizzati e, in assenza di una visione d’insieme, ci sfuggono la reale entità dei cambiamenti climatici, dell’incidenza dell’inquinamento e delle
sofferenze che attraversa l’ambiente; anche quando attraverso i media riusciamo ad avere una percezione globale della situazione, i numeri e i dati possono diventare un limite per alcuni invalicabile.
de_composing è un progetto audio video che rende sensibili i dati storici e previsionali relativi alle emissioni di CO2 dal 1945 al 2050.
Diverse immagini subiscono una progressiva degradazione strutturale e cromatica, trasformandosi via via in figure in bianco e nero sempre più astratte, seguendo l’andamento del dato numerico sottostante: la stessa informazione controlla il disordine di un rumore bianco che accompagna sonoramente l’alterazione delle figure. L’algoritmo si comporta diversamente tra un’immagine e l’altra: alcune diventano immediatamente irriconoscibili, altre aspettano le ultime iterazioni per essere alterate.
In ogni caso il risultato è sempre lo stesso: una figura astratta in scala di grigi, completamente aliena rispetto allo stato iniziale. de_composing cerca di dare quindi un nuovo peso a queste informazioni, comprimendo quasi un secolo di dati nell’arco di quindici secondi e condensando informazioni complesse in poche e semplici sensazioni sonore e visuali.

 

BIO

Chelidon Frame di Alessio Premoli (Milano, 1990) è un progetto di musica elettronica sperimentale che lavora principalmente con field recordings, interferenze radio, chitarre e suoni processati.
Le sue installazioni sono basate sull’esperienza e suggeriscono un dialogo tra il luogo che le ospita (sia esso reale che virtuale) e il suono proposto, nel tentativo di riportare un messaggio nel modo più semplice ed efficace. L’uso della programmazione, della data analyisis e dell’interpolazione sonora a partire da fonti numeriche permettono di esperire le informazioni secondo nuove modalità.
Nei lavori in studio e nelle esperienze live vari strati di suono – chitarre, sintetizzatori e strumenti DIY – si accumulano, creando nuovi e inaspettati paesaggi sonori.